Yoga in viaggio: come praticarlo fuori casa

Dopo mesi e mesi di appuntamento fisso quotidiano o settimanale pensi di dover appendere il tappetino yoga in attesa del tuo ritorno dalle vacanze? Niente di più sbagliato!

In realtà praticarlo in vacanza è del tutto possibile, anzi! Spesso in luoghi di montagna, di mare o di campagna, lontani dallo stress cittadino, si può anche intensificare. Avendo molto più tempo a disposizione, è possibile dedicargli ancora più tempo e aumentare la durata delle sessioni o dividerle in più momenti.

Lo yoga in vacanza: i benefici

Immagina di essere in riva al mare e di essere arrivato prima di tutti all’alba. Accanto a te c’è solo il rumore lieve delle onde, il profumo di salsedine e il primo tepore del sole. Oppure, se in montagna o in campagna, immagina l’aria fresca della mattina, il verde che ti avvolge come in un abbraccio… non ti resta che buttare giù il tappetino! Ecco i principali benefici che apporta praticare yoga in vacanza:

  1. Aumenta il contatto con la natura
    Se si vive in città la vacanza è spesso l’unico periodo dell’anno in cui possiamo trascorrere più tempo immersi nella natura: dalle passeggiate in montagna, ai giri in bicicletta in campagna alle lunghe nuotate in mare. Praticare yoga in un paesaggio naturale permette di fare il pieno di ossigeno, di rigenerarsi e di fondersi con la natura circostante.
  2. Diminuisce lo stress quotidiano
    Spesso si è convinti che allontanando la fonte di stress quest’ultimo diminuisce automaticamente. Purtroppo spesso questo non accade perché il malessere che ci portiamo dentro rimane con noi anche in vacanza. Il respiro lento, profondo e naturale dello yoga e la pratica di alcune asana specifiche permettono al corpo si allontanare tutte le tensioni e allontanarle davvero facendo sì che la vacanza diventi davvero un momento rigenerante di stacco dallo stress.
  3. Invita a prendersi un momento per sé
    Praticare yoga in vacanza permette di impostare una routine quotidiana di benessere. Permette di dedicare del tempo solo a se stessi e cioè di ritagliarsi del tempo prezioso nel quale rilassarsi, praticare sport attivando gli ormoni del buonumore.
  4. Aumenta la flessibilità
    Con la pratica e la perseveranza praticare yoga aumenta la flessibilità e allenta le tensioni presenti nel corpo preparando al meglio alle avventure della giornata.
  5. Rilassa al meglio a fine giornata
    Dopo una giornata di mare, tra nuotate, giochi in spiaggia e sole o dopo una bella passeggiata in montagna, non c’è niente di meglio che praticare le Asana serali per rilassare tutti i muscoli e conciliare il sonno.
  6. Intensifica il buonumore
    Secondo recenti studi lo yoga, così come la pratica di tutti gli altri sport, aumenta la serotonina e l’attività immunitaria del corpo.
  7. Permette di vivere il qui e ora
    Spesso in vacanza è difficile mettere in pratica uno dei principi base della meditazione che accompagna la pratica dello yoga: il “vivi qui e ora” della filosofia buddhista. praticare yoga in vacanza può aiutarci a recuperare la consapevolezza persa e a ritrovare l’equilibrio interiore.
    Se si fa un lungo viaggio, magari in aereo o se si è soggetti a disturbi legati al cambio d’aria, lo yoga può anche aiutare a rilassarsi e ritrovare l’equilibrio necessario per regolarizzare anche le funzionalità gastrointestinali spesso colpite dal jet lag.
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Photo by Farsai Chaikulngamdee on Unspla

I consigli per praticare yoga in vacanza al meglio

Visti i tanti benefici sarebbe davvero un peccato non praticare anche in vacanza le Asana imparate in palestra. Questo ci permetterebbe anche di continuare ad allenare il corpo in modo tale da non perdere, ad esempio, l’elasticità ottenuta. Ecco alcuni consigli per praticare yoga in vacanza:

  • Porta con te un tappetino yoga portatile
  • Non dimenticare un abbigliamento comodo
  • Crea un rituale che ti permetta di praticare yoga in qualsiasi luogo
  • Cerca lezioni di yoga sul posto: spesso esistono strutture capaci di coinvolgere tanti appassionati “fuori casa”. Potrebbe essere anche un’ottima occasione per fare nuove amicizie con persone che condividono le stesse passioni.

Meditazione, ad ognuno la sua…

MEDITAZIONE_

La meditazione è una parte importante nella pratica dello yoga, lavorare per acquietare la mente rappresenta un passo fondamentale nel raggiungimento di quell’unione tanto auspicata nello yoga. Esistono differenti tecniche di meditazione a seconda delle diverse tradizioni orientali, tutte ugualmente efficaci, ognuna parte da approcci differenti, ma tutte hanno uno scopo finale uguale che è quello del raggiungimento della CONSAPEVOLEZZA.

La tradizione taoista porta l’individuo a lavorare sul suo corpo energetico e quindi sul chi , l’energia vitale (che gli indiani chiamano prana); la tradizione buddista invece lavora inizialmente con il corpo fisico e con la mente, mentre la tradizione tantrica lavora inizialmente con la consapevolezza nella sfera spirituale.

La consapevolezza va comunque sviluppata su tutti i livelli, quindi nelle diverse tradizioni cambia solo il punto da cui si parte per arrivare all’autorealizzazione dell’individuo.

MEDITAZIONE TANTRICA

La meditazione tantrica basa i suoi principi sul sistema yogico dei chakra e dei canali energetici le nadi. Lo scopo è risvegliare la Kundalini, la coscienza addormentata che risiede in un punto ben preciso della colonna vertebrale, alla base. Attraverso l’uso di mantra e di yantra, la visualizzazione, l’immaginazione, il praticante espande la sua mente, portandola alla conoscenza del proprio sé più profondo in connessione con la Coscienza Cosmica.

Alcune tecniche di meditazione tantra:

Liswara Pranidhana: In questa tecnica il praticante sviluppa i meccanismi di della propria consapevolezza spirituale profonda. Si cerca di rimuovere tutti i condizionamenti della mente ed eliminare il karma delle vite passate.

Madhu Vidya: In questa tecnica il praticante impara a portare gli insegnamenti della meditazione nella vita quotidiana imparando a non accumulare altri condizionamenti della mente.

Tattva dharana: In questa tecnica si passa all’analisi e alla consapevolezza degli elementi più sottili, ci si serve di mantra e yantra per sciogliere i nodi delle nadi e iniziare il risveglio della Kundalini.

Chakra Shodana: Questa tecnica si basa sulla concentrazione del respiro focalizzato ai chakra, i sette punti vitali che si trvano lungo la colonna vertebrale.

MEDITAZIONE BUDDISTA

La meditazione buddista si basa su un principio che prevede lo sviluppo della consapevolezza attraverso un lavoro di osservazione interiore attraverso il continuo impegno a rimanere concentrati sugli eventi che si manifestano nel momento presente senza cercare di modificarli. Il “qui e ora” è il cardine intorno al quale si sviluppata la meditazione buddista.

La tecnica di meditazione buddista più diffusa è Vipassana:

Questa tecnica si sviluppa in tre tempi, Annapana, durante questa prima fase il praticante si concentra sul proprio respiro, impara ad ascoltarne il suono, percepisce come l’aria entra ed esce, la consapevolezza del respiro viene semplicemente osservata senza operare con la volontà, ma lasciando il respiro libero. Vipassana, la meditazione vera e propria che avviene portando ora l’attenzione sul corpo, inizialmente in maniera superficiale, si osserva ogni parte del corpo, partendo dai piedi per risalire, sino a che la nostra consapevolezza diventa sempre più profonda, sino ad arrivare a percepirne ogni processo fisiologico ed energetico. Metta Bhavana, in questa ultima fase della meditazione si sviluppa il rapporto con l’ambiente, si porta la meditazione al di fuori, sviluppando l’aspetto più spirituale della vita, il “dare Amore incondizionatamente”.

MEDITAZIONE TAOISTA

Alla base della tradizione taoista vi è il concetto che il corpo sia percorso da una serie di canali energetici attraverso cui scorre l’energia vitale, il chi, come viene chiamato nella cultura spirituale cinese, armonizzando il chi la coscienza può espandersi promuovendo l’evoluzione individuale.

Le pratiche taoiste sono volte a risparmiare, accumulare e dirigere il chi, e a liberare il corpo da energia negativa o perversa. La meditazione taoista,guida il praticante verso una condizione psico-fisica ideale per lo sviluppo spirituale.

Xiao Zhoutian: Questa tecnica di meditazione aiuta a portare la consapevolezza del respiro in maniera volontaria e guida il praticante nella giusta incanalazione dell’energia nel corpo.

Il sorriso interiore: Questa tecnica essenziale ed efficace ha un effetto profondo sull’energia del corpo. Sulle statue che rappresentano il Buddha è presente un sorriso accennato sul suo volto che viene creato dapprima fisicamente, dal praticante, per poi riprodurlo mentalmente per rilassare interiormente ogni organo del corpo e consentirgli di ricevere e dirigere l’energia vitale correttamente.

Ogni tecnica ed ogni tradizione perseguono un unico scopo, quello dell’automiglioramento e del raggiungimento della propria consapevolezza interiore volta alla realizzazione dell’individuo, ogni praticante deve solo scegliere quale tradizione e quale tecnica è più vicina al proprio modo d’essere, alla propria anima, e seguirla.