INTRODUZIONE AL MASSAGGIO

Il massaggio o massoterapia è una disciplina che utilizza le mani dell’operatore come strumento attraverso il quale si attua la “terapia” fisica. La storia del massaggio ha origini remote, forse si può dire che nasce con la nascita stessa dell’uomo e degli animali. Infatti il massaggio è un azione istintiva che tutti inconsapevolmente pratichiamo, ad esempio quando abbiamo mal di testa o mal di pancia il gesto che tutti facciamo è di portare la mano sul punto dolente e massaggiarlo per trarne beneficio. Inoltre il massaggio è anche un modo per coccolarci o coccolare chi vogliamo bene e questo è evidente anche nei comportamenti degli animali, infatti degli studi dimostrano che il tocco tra madre e cucciolo è fondamentale per il cucciolo stesso per due principali motivi: per il suo senso di sicurezza e per la sua intraprendenza.

COS’È IL SISTEMA LINFATICO

Il sistema linfatico è formato da una speciale rete di capillari e da vasi di calibro maggiore, lungo il cui percorso sono intercalati numerosi linfonodi. Insieme al sistema circolatorio, completa il quadro di trasporto di sostanze nell’organismo, ma a differenze di esso non possiede una pompa paragonabile al cuore, per cui la linfa è in movimento grazie alle contrazioni dei muscoli scheletrici circostanti e della muscolatura propria della parete dei vasi linfatici di maggior diametro.
La funzione del sistema linfatico è quella di produrre e trasportare la linfa; a loro volta i linfonodi producono continuamente linfociti, i globuli bianchi che hanno il compito di depurare la linfa.

IL MASSAGGIO

La tecnica di linfodrenaggio manuale più conosciuta e diffusa è il cosiddetto metodo Vodder, dal nome del suo inventore. Il suo protocollo è volto proprio a favorire il transito della linfa dell’organismo. I vasi linfatici sono molto delicati ed è per questo che occorre una tecnica molto particolare che non comporti l’uso della forza.
È un massaggio dolce che ha lo scopo di “aprire” le stazioni linfatiche e liberare i vasi contenenti la linfa e permette il libero defluire di quest’ultima; lento e superficiale: lento perché deve imitare l’andamento della linfa che scorre lentamente all’interno dei vasi; superficiale perché i vasi linfatici si trovano più superficialmente rispetto a quelli venosi.

È importante drenare la linfa perché essa è formata da proteine, lipidi, cataboliti, sali minerali, e da cellule attive nell’ambito del sistema immunitario (linfociti e globuli bianchi).

Pertanto sono deducibili i benefici che apporta all’organismo:

A livello immunitario: trova indicazione nei casi in cui si voglia potenziare il sistema immunitario. Non va praticato in presenza di infezioni perché in questo caso se ne facilita la diffusione;

È un’applicazione antiedematosa: infatti il drenaggio linfatico manuale aiuta a drenare i liquidi ristagnanti e che formano, di conseguenza gonfiori che in alcuni casi possono diventare debilitanti a livello fisico.È indicato anche per trattare edemi linfatici idiopatici, di cui non è nota la causa che ne determina la formazione. Edemi perimalleolari (caviglie gonfie) causati da una continuata stazione eretta. Inoltre il linfodrenaggio trova indicazione anche per preparare i tessuti a un intervento chirurgico (perché libera il corpo dalle tossine ristagnanti e lo rafforza a livello immunologico) e nel caso in cui il paziente sia stato sottoposto a intervento di asportazione della vena safena o in caso soffra di vene varicose.

  • Effetti sulla micro circolazione: in quanto migliora l’elasticità dei vasi e stimola le contrazioni della muscolatura che li riveste. In questo modo si liberano i tessuti dal liquido interstiziale in abbondanza al fine di ossigenare le cellule e migliorarne il tono e l’aspetto cutaneo.
  • Effetto rilassante: essendo il linfodrenaggio un massaggio lento e superficiale si favorisce rilassamento muscolare e psichico, aiutando, in alcuni casi, a riprendere il sonno fisiologico in soggetti particolarmente stressati e debilitati.
  • Effetto anticellulite: la cellulite è una situazione in cui il tessuto sottocutaneo viene alterato perché arricchito da cellule adipose ipertrofiche. Si forma subito sotto la cute, dove negli spazi intercellulari si agglomerano liquidi in eccesso scartati dal nostro metabolismo cellulare. L’ostruzione dei vasi linfatici causa gonfiori che provocando di conseguenza anche un rallentamento della circolazione linfatica e venosa, alle volte dolore al tatto e l’effetto, così conosciuto, a “buccia d’arancia”. Uno o più cicli di drenaggio manuale linfatico aiutano a migliorare questa condizione. Ovviamente per avere risultati più evidenti e in un lasso di tempo più ristretto è consigliabile abbinare al trattamento l’esercizio fisico costante, una sana alimentazione e l’assunzione di 2 litri d’acqua al giorno.

Il linfodrenaggio è controindicato in caso di: insufficienza cardiaca, stadi acuti di qualsiasi malattia, neoplasie maligne (ad eccezione della prescrizione da parte dell’oncologo), nei primi mesi di gravidanza e in presenza di emorragie.

BENEFICI DEL MASSAGGIO

Ogni tipo di massaggio è finalizzato a rilassare il ricevente attraverso manovre la cui intensità e profondità è tarata in base al tipo di massaggio, all’effetto che si vuole ottenere e al tessuto che il paziente presenta (tonicità, lassità, ipertrofia, ecc..).
I benefici che si hanno attraverso la pratica del massaggio sono diversi e si manifestano sia a livello fisico che psichico.
Gli effetti meccanici riguardano:

  • Miglioramento della circolazione sanguigna, sia venosa che arteriosa.
  • Miglioramento della circolazione linfatica.
  • Miglioramento sulla pelle per un effetto di pulizia cutanea; effetto termico attraverso il richiamo sanguigno; effetto a livello neurologico tramite la produzione di endorfine.
  • Effetti a livello muscolare. In quanto si ha maggiore apporto di sangue e quindi anche di ossigeno nel muscolo, di conseguenza maggiore metabolismo cellulare e quindi effetto decontratturante.
  • Effetti sul metabolismo. Tramite il massaggio si favorisce l’aumento della quantità di urine e la stimolazione dell’attività di filtro dei reni.